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SENZA EMOZIONE NON PUÒ ESISTERE LA POESIA

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Intervista a Lillo Baglio A cura di Floriana Porta 1) Thomas Eliot scrisse "La poesia non è uno sfogo dell'emozione ma una fuga dall'emozione; non è un’espressione della personalità ma una fuga dalla personalità". Lei cosa ne pensa? Thomas Eliot da molti è considerato come il più grande poeta del Novecento. Nel 1948 riceve il premio Nobel. Da altri è stato duramente criticato pensando fosse sopravvalutato; comunque sia è stato definito il poeta dell'astrazione e, allo stesso tempo, un simbolista. Le sue poesie non celebravano la pienezza del significato, denunciavano piuttosto l'assenza di significato, di vuoto insito nell'epoca moderna contemporanea. Per Eliot gli uomini si muovono come dannati dove intorno a loro c'è il grigio deserto. La modernità per Eliot è l'abisso del senza senso. La domanda è molto complessa, commentare questa frase non è facile, quando Eliot dice "la poesia non è uno sfogo dall'emozione ma una fuga dall'emozio...

UNA SCRITTURA SEMPRE IN CAMMINO

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Intervista a Luigia Sorrentino A cura di Floriana Porta 1) Quali punti di fuga e di profondità "corrono" e convergono nel centro della tua scrittura? Al centro della mia scrittura c’è sempre stato il vivente. La mia scrittura è sempre in cammino verso questo centro nel quale c’è qualcosa di prezioso che deve essere messo in luce.  2) La poesia è un dialogo fecondo fra l'invisibile e il manifesto, fra il singolo e la stirpe? La poesia unifica forze che sono in divergenza fra loro. Quindi la voce della poesia dialoga con l’invisibile, ma anche con il reale, con ciò che si manifesta e che si rivela nel suo nucleo più intimo.  3) Qual'è il peggior nemico della poesia? L’indifferenza. È qualcosa di terribile l’indifferenza, perché rende impossibile l’incontro fragilissimo con l’arte, con l’inquietudine che arriva dalla lingua della poesia. L’indifferenza è una pietra immobile nel cuore del mondo, è il rifiuto dello sguardo, del pensiero e del dialogo. LUIGIA SORRENTINO Lui...

LA POESIA PUÒ SALVARCI

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 Intervista a Selene Pascasi A cura di Floriana Porta 1) La poesia ci rende indifesi o al contrario ci rafforza? Entrambi. A mio avviso, la poesia ci rende dapprima indifesi, perché ci aiuta a far crollare le barriere che nel tempo abbiamo costruito attorno all’anima per scudarci dal dolore, e poi, tornati all’essenza delle nostre verità, ci rafforza mettendoci in dialogo con la versione più autentica di noi. Un ruolo, quello della poesia, che può salvarci dalle inquietudini della vita e, in qualche modo, avvicinarci alla misteriosa dimensione divina. 2) Quali sono gli elementi nutritivi della sua riflessione in versi? A nutrire le mie riflessioni, sono miriadi di sensazioni. Sono tutte le emozioni che il tempo si diverte a scaraventarmi contro, nel bene o nel male. Una poesia nasce dal sorriso sdentato di un vecchio, da una storia finita, da una promessa mantenuta, dal profumo di un fiore o dalle lacrime di un uomo solo. Sì, perché, se ci riflettiamo, tutto ciò che ci circonda è p...

TUTTO È CREATIVITÀ

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 Intervista a Roberto Ghezzi A cura di Floriana Porta 1) Il tuo progetto artistico connette creatività, scienza ed ecologia. Secondo te le tre indagini possano intrecciarsi e intricarsi restando sempre comunque ben distinte? La mia ricerca parte dall’arte ma ha dei punti di contatto con altri campi del sapere come scienza ed ecologia. Leonardo molto prima di noi ci insegna che la cultura può essere universale e che aprire dei varchi nello scibile può portare vantaggi a tutti coloro che se ne occupano.  2) La natura, come la poesia, non è una materia inerte: è viva, pulsante e respira. Per te cos’è la poesia? Per me la poesia è una sensazione profonda e difficilmente spiegabile a parole. Quando c’è, sopra un fiume, in un libro, in un’opera, in un film... la senti scendere  piano piano e pervaderti l’anima. Si unisce a te e batte il tuo stesso battito.  3) Cosa “accende” la tua creatività? Tutto. Un sasso, una cascata, un lago, una periferia, le rughe della mano di mio...

LA SACRALITÀ DELLA NATURA E DELLA POESIA

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Intervista a Davide Rondoni A cura di Floriana Porta 1) La poesia è congelata in un eterno presente o in essa tutto si espande, si amplifica? La poesia segue la vita delle persone, autori e lettori, e dunque la amplifica nel senso che ne mostra la reale ampiezza e profondità.   2) “Il bene è l’unica fonte del sacro” scrisse Simone Weil. In che modo la sua poesia si lega alla dimensione religiosa e divina? La poesia è un’arte umana, e l’umano è sempre legato al senso religioso e al senso del sacro, perché essi coincidono con la tensione suprema di conoscenza che rende l’uomo tale, e con il riconoscimento che vi è un mistero che merita la nostra attenzione devozione e timore. È stato così in tutte le epoche e civiltà. Solo un frammento di storia molto ideologica che ha provato a influenzare anche l’arte ha recentemente provato a negare la dimensione religiosa dell’uomo e quindi dell’arte, in nome di un potere ideologico appunto. Penso che non solo la mia, ma che tutta la migliore poe...

NEL SILENZIO E NEL LINGUAGGIO

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Intervista a Luciana La Stella A cura di Floriana Porta 1) La poesia non possiede la verità, eppure la verità è fra le parole. Lei crede in un legame di coincidenza piena tra poesia e verità? Il tema della verità è insito nella poesia, si può dire che la domini nella sua pienezza  ed essenza sin dalle sue origini. Spesso la verità simula un’apparenza che svela per  così dire un mistero nella sua essenza e domina la scena proprio nell’interezza del  verso o dell’aforisma. Interessante la posizione di Gianni Vattimo tra poesia ed estetica, che ci esorta sulla  poesia che non dice la verità a livello della proposizione corrispondente all’oggetto,  ma in qualche modo “dice”, ovvero esprime, rappresenta.  Paul Klee ci insegna che l’arte, che possiamo paragonare alla poesia, non è  imitazione, semmai è presentazione del visibile, del gesto stesso del vedere e non  sua didascalia e che essa apre alla genesi, seguendo il tragitto verso il cuore della...

LE SCOSSE DELLA CREATIVITÀ

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Intervista a Umberto Cornale A cura di Floriana Porta 1) Gli sguardi, i ritmi, i legami tra le cose. Cosa non deve mai smettere di meravigliarci? La bellezza che ci circonda, i luoghi e il mondo, è nata soprattutto per meravigliarci, è musicale ed esiste ancora ma purtroppo l’uomo di oggi rischia di spezzare il suo ritmo inquinandolo di brutture, di veleni e di stupidaggini che l’uomo assorbe e perde completamente il senso della bellezza, della manualità, a causa della tecnologia sempre più prepotente. Non tutti ovviamente accettano di perdere il ritmo, la musicalità primordiale che la bellezza invita sempre ad inseguire l’emozione istantanea, lo stupore reale del “bello”, la possibilità del creare. Sì creare Opere Autentiche e provenienti da un anima “pura “. 2) Hai studiato cinema prima di avvicinarti alla fotografia: quanto credi abbia inciso questa formazione sulla tua ricerca? Tutto è partito dalla musica perché quando studiavo pianoforte annotavo sugli spartiti ciò che il brano m...