SENZA EMOZIONE NON PUÒ ESISTERE LA POESIA

Intervista a Lillo Baglio

A cura di Floriana Porta





1) Thomas Eliot scrisse "La poesia non è uno sfogo dell'emozione ma una fuga dall'emozione; non è un’espressione della personalità ma una fuga dalla personalità". Lei cosa ne pensa?

Thomas Eliot da molti è considerato come il più grande poeta del Novecento. Nel 1948 riceve il premio Nobel. Da altri è stato duramente criticato pensando fosse sopravvalutato; comunque sia è stato definito il poeta dell'astrazione e, allo stesso tempo, un simbolista. Le sue poesie non celebravano la pienezza del significato, denunciavano piuttosto l'assenza di significato, di vuoto insito nell'epoca moderna contemporanea. Per Eliot gli uomini si muovono come dannati dove intorno a loro c'è il grigio deserto. La modernità per Eliot è l'abisso del senza senso. La domanda è molto complessa, commentare questa frase non è facile, quando Eliot dice "la poesia non è uno sfogo dall'emozione ma una fuga dall'emozione" credo intendesse dire che, qualsiasi cosa sia la poesia, senza emozione non può esistere poesia. L'emozione è uno stato, una dimensione interiore, psichica, è una percezione del visibile e dell'invisibile che turba il nostro equilibrio, ed è questo turbamento che viene messo per iscritto, attraverso la poesia. Fuggire dalla propria personalità è impossibile o quando meno molto complicato nella misura in cui, da un punto di vista poetico, noi siamo e rimarremo "prigionieri" di noi stessi.



2) Qual è la sua definizione di creatività?

La creatività è più importante della conoscenza. Einstein diceva che la conoscenza è limitata, mentre la creatività abbraccia il mondo creato e dà impulso al futuro. Una poesia araba dice "Dio ha creato la notte ma l'uomo ha creato la lampada. Dio ha creato l'argilla ma l'uomo ha creato la tazza. Dio ha creato i deserti, le montagne e le foreste ma l'uomo, sempre attraverso la creatività, ha fatto i giardini e le piantagioni, ha tratto addirittura il vetro dalla sabbia". La creatività è dunque la naturale attenzione del nostro entusiasmo e del nostro amore per la vita. La domanda è ricca di sfumature; gli approcci creativi, dalle grandi invenzioni alle opere d'arte si trovano ovunque in tutti i luoghi e in tutte le epoche, come nascano è spesso un mistero... Naturalmente per creare, il talento è importante ma fondamentale è il lavoro che richiede tempo e a volte fatica. L'ingrediente (non troppo) segreto è la passione, abbinata all'intelligenza che si diverte anche "a creare".


3) La poesia è l'architrave della filosofia?

La filosofia è lo spazio esteriore, la realtà in cui l'anima si muove, vibra, si confronta, si interroga, mentre la poesia è il luogo dell'anima, il luogo in cui riflettersi. Aristotele diceva che tutte le altre scienze saranno più necessarie della filosofia, ma nessuna superiore. Quando andavo al liceo, durante l'ora di filosofia, ci divertivamo a recitare questo ritornello: "la filosofia è quella cosa con la quale e senza la quale rimane tale e quale." Forse da ragazzi questo aforisma poteva divertire ma raggiunta la maturità, entrando nella complessità del mondo avverti che c'è la necessità di comprenderlo e capisci che per farlo occorre un linguaggio più elevato, capisci allora che i filosofi, che da giovane ti annoiavano, avevano ragione. Pensare è fondamentale, pensare è anzitutto un'arte, l'arte di passare dal dubbio alla verità dubbiosa perché la verità, finanche la realtà oggettiva è sempre dubbiosa. Se la filosofia è in cerca di verità, i poeti, dice Sigmund Freud, sono i più preziosi alleati e la loro testimonianza deve essere presa in attenta considerazione giacché essi sono soliti sapere una quantità di cose fra cielo e terra che la nostra filosofia neppure sospetta particolarmente nelle conoscenze dello spirito, essi sorpassano di gran lunga noi comuni mortali, poiché attingono a fonti che non sono ancora state aperte dalla scienza. Per rispondere esattamente alla domanda direi che la poesia non è soltanto ciò che sostiene un edificio ma è essa stessa la metafora di un'edificio, dove dimorano il pensiero, lo stupore, l'emozione, la fantasia, le idee e tutti i sentimenti, tutte le nostre attività spirituali che fluiscono nel pensiero che diventa, da filosofico a poetico e viceveversa, questo per amore del sapere e per potere compenetrare il misterioso creato, di cui noi siamo "emanazione". 


LILLO BAGLIO

Lillo Baglio è bibliotecario documentarista del Servizio Sanitario Nazionale all’A.S.L. TO3; sovrintende all’Archivio storico, al Centro di Documentazione sulla Psichiatria e alla Biblioteca Medica dell’ex Manicomio di Collegno. È stato definito “il custode della memoria storica dell’ex Ospedale psichiatrico di Collegno”. Ha scritto due libri: E i matti dove li mettiamo? - Viaggio nella coscienza del mondo degli altri (Roberto Chiaramonte Editore, 2015) e La luce che viene dalla luna (Roberto Chiaramonte Editore, 2017) illustrato dalla straordinaria pittrice e acquafortista Mary Morgillo. È un critico d'arte molto preparato e curatore di grandi mostre. 





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