COLORI, PAROLE E SILENZI POETICI - INTERVISTA A PATRIZIA TOCCI

Intervista a Patrizia Tocci

A cura di Floriana Porta 



1) La tua ricerca intreccia crescita interiore, natura e ricordi. Quanto di tutto questo entra davvero nella pratica poetica e quanto resta un orizzonte teorico?

Ho cominciato a scrivere poesie più o meno quando ho scoperto la scrittura. Crescendo, ho letto tantissimo ed ho continuato a scrivere. Certo, la propria infanzia (che è anche l’infanzia del mondo) ha un’importanza fondamentale nel tempo della mia ispirazione. E più invecchio più riaffiorano i ricordi, le sensazioni, i colori, gli odori e i profumi. Tutte queste forme di stare al mondo si uniscono in tante sinestesie imprevedibili, e la poesia è poi l’esito finale di impressioni, sensazioni, pensieri che vorticano e si accumulano dentro fino ad arrivare alla parola. Non so mai cosa scriverò. Mi lascio portare da questo torrentaccio, che sembra secco e all’improvviso allaga tutto il resto. Non ha mai il corso tranquillo e regolare di un fiume. A volte è impetuoso e mi lascia senza fiato. Ho letto tantissima poesia. Non ho paura che gli altri poeti mi influenzino. Al contrario, sicuramente qualcosa delle letture resta anche nella mia scrittura.


2) Cosa davvero conta per te? 

Contano le emozioni, il tempo per scendere più a fondo delle cose e delle parole, le parole scritte (lette e scritte), la conversazione umana. Gli affetti e le esperienze, il silenzio. Sono abituata al silenzio. Forse la lettura è stata il primo dei miei silenzi. Quando leggo non so mai dove sono. Seguo le parole, le inseguo. Sono altrove. Anche il vuoto è importante. Ogni tanto bisogna saper stare nella paura del vuoto. 

E poi sono importanti le persone e le piante. Mi piace vederle crescere accanto a me. Mi danno profonda felicità. E mi riportano al tempo dell’infanzia, all’accordo universale con i colori, i fiori, il tempo perso che era così prezioso.


3) Quali sono i tuoi prossimi progetti letterari?

Sto scrivendo una trilogia. Tre romanzi che sono forse un unico racconto. Una specie di epopea, un’odissea dei poveri. Sul filo del mio primo lavoro, Nero è il cuore del papavero (Tabula fati 2017), un romanzo che ha avuto un discreto successo. Vorrei anche publicare una raccolta di poesie, ho sempre oscillato tra la prosa e la poesia, per me non ci sono confini, nella scrittura. Finora ha pubblicato nove libri e un solo romanzo. Vorrei dedicarmi più al racconto e al romanzo anche se l’incontro con la poesia è quasi quotidiano, da sempre. Ed è bellissimo che questo filo mi tenga comunque legata alle parole, ai colori, alle emozioni, al sentire.


PATRIZIA TOCCI

Laureata in Filosofia, insegna materie letterarie, scrive di critica letteraria, narrativa e poesia. Ha pubblicato: "Un paese ci vuole" (Iapadre, 1990); Pietra serena (Edizioni Tabula fati, 2000); "La città che voleva volare" (Edizioni Tabula fati, 2010), "I Gigli della memoria" (Edizioni Tabula fati, 2013). Molti consensi per il romanzo: "Nero è il cuore del papavero" (Edizioni Tabula fati, 2017) con l’introduzione di Paolo Rumiz. Nel 2019 “Carboncini” (Edizioni Tabula fati), nel 2021 il saggio letterario "Alfabeti, Le parole di Dante" (Edizioni Tabula fati). Nel 2022, la raccolta di poesie "I semi del silenzio" (Edizioni Tabula fati).

Sempre nel 2022 un libro di critica letteraria: "In difesa delle Imputate", il personaggio femminile nella narrativa di Laudomia Bonanni. Ha in preparazione un saggio su D’Annunzio e i profumi.



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